Ci sono strade che servono solo ad arrivare e strade che sono esse stesse la meta. La litoranea tra Alghero e Bosa appartiene alla seconda categoria: poco meno di 45 chilometri di curve sospese fra il mare e la montagna, con la costa che scende a picco sull'acqua e quasi nessun centro abitato lungo il percorso. In fondo vi aspetta Bosa, uno dei borghi più fotografati della Sardegna. Vi consigliamo di dedicare a questa gita un'intera giornata, partendo con calma al mattino.
La strada: un nastro fra mare e scogliere
Usciti da Alghero verso sud, si imbocca la strada provinciale 105, che a metà percorso cambia numerazione e prosegue fino a Bosa. Nei primi chilometri la costa è ancora punteggiata di calette e piccole spiagge: Cala Bona, con le sue rocce calcaree dai toni rosati, e poi più avanti la spiaggia della Speranza, un ampio semicerchio di sabbia dorata. Superati questi tratti, il paesaggio cambia carattere.
Entrando nel territorio di Villanova Monteleone la costa si fa alta e selvaggia. Le scogliere fra Porto Tangone e Capo Marargiu sono un sito di interesse comunitario, e le piazzole lungo la strada offrono soste panoramiche di grande respiro. Il mare, sotto, ha colori che vanno dal turchese al blu profondo; sopra, la macchia mediterranea copre i versanti fino alla cresta.
La Costa dei Grifoni
Questo tratto di litorale è conosciuto anche come Costa dei Grifoni, perché è il regno del grifone, il grande avvoltoio che in sardo viene chiamato entolzu. Sulle pareti di Capo Marargiu nidifica insieme ad altri rapaci come aquile e falchi pellegrini. Con un po' di pazienza, e magari un binocolo, è possibile vederli volteggiare sulle correnti ascensionali: uno spettacolo che da solo vale il viaggio. Ricordate che si tratta di un ambiente protetto e delicato, da osservare con rispetto.
Bosa, il borgo sul Temo
Dopo l'ultima serie di curve, la strada scende verso la foce del Temo e compare Bosa. Il borgo, in provincia di Oristano, è attraversato dal fiume considerato l'unico navigabile della Sardegna per un breve tratto, e lo specchio d'acqua riflette le facciate color pastello delle case. Bosa è inserita fra i Borghi più belli d'Italia e porta il titolo di città regia dal 1499.
Il cuore antico è il quartiere di Sa Costa, un intreccio di vicoli e scalinate che si arrampica sulla collina. Salendo, le case si fanno più strette e verticali, e ogni svolta apre uno scorcio sui tetti e sul fiume. In basso, lungo le rive, sorgono gli edifici delle antiche concerie, testimonianza di un'attività che per secoli ha segnato l'economia della città.
Il castello Malaspina e le chiese
In cima alla collina domina il castello di Serravalle, costruito dalla famiglia Malaspina alla fine del Duecento. All'interno delle mura si trova la piccola chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, che custodisce un ciclo di affreschi trecenteschi riportati alla luce durante un restauro negli anni Settanta: tra le scene si riconoscono l'Adorazione dei Magi e l'Ultima Cena. Dalla cinta muraria la vista spazia sull'intera valle del Temo fino al mare.
Tornati in basso, meritano una visita la cattedrale dell'Immacolata, nel centro, e soprattutto la chiesa di San Pietro extra muros, poco fuori dall'abitato lungo il fiume: un'iscrizione ne documenta il completamento nel 1073, e la sua sobria architettura romanica è una delle più antiche testimonianze della zona.
Bosa Marina e la Malvasia
Alla foce del fiume si apre Bosa Marina, con la spiaggia e la torre aragonese che sorveglia l'ingresso del porto: un buon posto per un bagno prima di rientrare. Prima di ripartire, non dimenticate di assaggiare la Malvasia di Bosa, il vino per cui la città è famosa, che si produce sulle colline intorno al borgo.
Per una gita come questa l'auto è indispensabile: Casal Paternò, sulle colline della Riviera del Corallo a circa 3 km da Alghero, ha il parcheggio gratuito all'interno della proprietà ed è una base tranquilla da cui partire al mattino.
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