Se c'è un momento dell'anno in cui Alghero mostra il suo volto più intimo, è la Setmana Santa, la Settimana Santa. I riti algheresi risalgono alla fine del Cinquecento e uniscono la tradizione catalana a quella sarda: da secoli la comunità li rinnova ogni primavera, trasformando il centro storico in un grande scenario di processioni, canti e silenzi. Non è uno spettacolo pensato per i visitatori, ma una celebrazione religiosa profondamente sentita, a cui si partecipa con rispetto.
Il segno dei drappi rossi
Il primo segnale che la Settimana Santa è iniziata si vede passeggiando tra i vicoli: i lampioni della città vecchia vengono avvolti in drappi rossi. La luce che filtra dal tessuto tinge di rosso le facciate e i selciati, e al passaggio delle processioni notturne l'effetto è particolarmente suggestivo. È un'immagine che resta impressa a chiunque visiti Alghero in quei giorni.
Dall'Addolorata ai Misteri
Il ciclo dei riti comincia già il venerdì che precede la Domenica delle Palme, con la processione dell'Addolorata che si snoda nel centro storico partendo dalla chiesa di San Francesco. La Domenica delle Palme si apre con la benedizione delle palme e una processione verso la Cattedrale di Santa Maria.
Nei giorni successivi si svolge la Processione dei Misteri (in algherese Processó dels Misteris): le statue che rappresentano i momenti della Passione di Cristo, da Gesù nell'orto degli ulivi alla salita al Calvario, vengono portate a spalla lungo le vie della città. I simulacri sono conservati nella chiesa di San Francesco, dove arrivarono da un'antica confraternita oggi estinta.
Les Cerques, il Giovedì Santo
La sera del Giovedì Santo, dopo la messa in Cattedrale, si svolge la processione de Les Cerques, "le ricerche". Il simulacro della Madonna vestita a lutto viene accompagnato da fedeli, confratelli e sacerdoti in una visita alle chiese del centro, come una madre che cerca il figlio. La processione parte dalla chiesa della Misericordia e vi fa ritorno in silenzio: è uno dei momenti più raccolti dell'intera settimana.
Il Desclavament, cuore del Venerdì Santo
Il rito più intenso è il Desclavament, la deposizione dalla croce, che si celebra la sera del Venerdì Santo nella Cattedrale. Al centro c'è lo Sant Crist de la Misericordia, un simulacro seicentesco del Crocifisso custodito nella chiesa della Misericordia. Durante la cerimonia i Varons schiodano il Cristo dalla croce e lo depongono nel Bressol, la culla-lettiga, per poi affidarlo alla confraternita.
Segue la processione del Venerdì Santo, che attraversa le vie buie del centro storico illuminate solo dalle torce e dai lampioni velati di rosso, accompagnata da preghiere, canti e dalla banda cittadina. Per la grande partecipazione, negli ultimi anni il rito è stato proiettato anche su maxischermo in Piazza Duomo.
L'Encontre, la mattina di Pasqua
La Settimana Santa si chiude la domenica di Pasqua con l'Encontre, l'incontro. Due cortei partono separati: uno accompagna la statua della Madonna, l'altro quella di Gesù Risorto. Quando i simulacri si incontrano, sui bastioni affacciati sul mare, la festa esplode tra gli applausi e gli spari a salve. Segue la celebrazione della messa, che conclude i riti della settimana.
Vivere Alghero a Pasqua
La primavera è anche un ottimo momento per scoprire il territorio: le giornate si allungano, la macchia mediterranea è in fiore e la costa si gode senza la folla dell'estate. Tra una processione e l'altra c'è tempo per passeggiare sui bastioni, visitare le chiese del centro o fare una gita lungo la Riviera del Corallo.
Per chi arriva in gruppo o in famiglia, Casal Paternò, antica ex Chiesa della Purissima trasformata in dimora storica, si trova a circa 10 minuti d'auto dal centro di Alghero: un luogo raccolto da cui raggiungere la città per i riti della sera.
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